25 anni possono essere tanti, ma anche pochi.
Tanti perché da quella primavera del 1995 in cui abbiamo cominciato sono cambiate molte cose: da meno di dieci dipendenti siamo passati a oltre 180. Abbiamo ampliato la gamma dei servizi che offriamo, ci siamo certificati in qualità e abbiamo cercato costante formazione e aggiornamento per i nostri dipendenti; ma abbiamo anche superato momenti difficili, dall’impatto della crisi del 2008 all’emergenza coronavirus che ci ha travolti quest’anno.

Ma 25 anni sono anche pochi: noi siamo sempre gli stessi, la stessa la nostra sede in questa via Turchi che ci ha visti crescere; siamo pieni di idee e di cose da fare, progetti che abbiamo in cantiere e altri che abbiamo appena iniziato a immaginare.

Il Mandorlo è nato seguendo un’idea: garantire lavoro e autonomia alle persone che avevano meno possibilità di ottenerli. Ci siamo rivolti alle persone con problemi psichiatrici, storia di tossicodipendenza o di detenzione, emarginazione sociale di diversa natura; quando siamo partiti, a Cesena non esisteva ancora nulla di simile.

Dobbiamo la nostra prima ispirazione alla Cooperativa Noncello di Pordenone, la stessa del film “Si può fare” di Giulio Manfredonia, ma la nostra vera partenza è stata grazie a Don Pasquale Gentili di Sorrivoli e allo spunto di Patrizia Casali, sorella del cofondatore Luca.

La nostra vocazione resta la stessa, ma gli orizzonti col tempo si sono allargati: letteralmente, con la nascita dell’Agenzia Il Mandorlo Viaggi prima, e in senso ancora più ampio poi con l’esperienza multitasking di TiArredoLab, fra comunicazione e design, e con all’orizzonte l’interesse per la formazione e la consulenza.

La nostra esperienza sembra essersi distillata in quello che è accaduto negli ultimi mesi: come spesso succede nei periodi critici è emersa più chiaramente l’importanza di impegnarsi in prima persona mettendo in gioco mani, testa e cuore. Come quando ci siamo messi la sera a confezionare le mascherine per i nostri 180 operatori; o quando ci siamo resi conto di quanto i nostri dipendenti svantaggiati avessero da insegnarci nel fare i conti con il lockdown e le sue restrizioni.

“Durante il lungo periodo dell’emergenza Covid siamo stati continuamente in trincea, in un clima di emergenza continua; e non ci siamo fermati un giorno, perché i servizi che svolgiamo sono di pubblica utilità.  Perciò ci siamo detti, così come si lavora, è giusto anche festeggiare..!” racconta la presidente Luana Grilli. “Naturalmente ci siamo organizzati secondo tutti i limiti e le precauzioni del caso; del resto, abbiamo imparato a convivere e lavorare con il Covid. Ma abbiamo scelto comunque di fare una festa, anche per una grande voglia di leggerezza e normalità che attraversa la cooperativa a tutti i livelli.”

TiArredoLab, ha curato l’organizzazione dell’evento, scegliendo un picnic all’aria aperta per godere della bella serata settembrina e insieme garantire ampi spazi e la massima sicurezza; mentre l’agenzia Il Mandorlo Viaggi ha coordinato le visite guidate alla Rocca offerte ai presenti durante la serata.
Ma vera protagonista della festa è stata l’allegria dei presenti insieme alla soddisfazione di riunirsi per la prima volta dopo la quarantena. Con un po’ di leggerezza.